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| 16 Luglio 2026

Pipistrelli, salute pubblica e comunicazione scientifica: alcune precisazioni

Negli ultimi giorni sono stati diffusi sui social messaggi allarmistici che collegano la presenza di pipistrelli e bat box vicino alle abitazioni a un presunto rischio sanitario per la popolazione.

A seguito di ciò sono giunte al Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri (GIRC) di ATIt numerose richieste di chiarimento da parte di cittadini, amministrazioni e operatori del settore.

Come comunità scientifica che da decenni si occupa dello studio e della conservazione dei chirotteri in Italia, riteniamo importante fornire alcune precisazioni basate sulle conoscenze epidemiologiche attualmente disponibili.

Le bat box non richiamano pipistrelli da grandi distanze, non ne incrementano la presenza, non comportano un contatto diretto tra pipistrelli e persone.

La trasmissione della rabbia richiede un’esposizione diretta a un animale infetto, generalmente attraverso un morso o un contatto della saliva con mucose o lesioni cutanee. In presenza di un contatto di questo tipo è corretto rivolgersi immediatamente ai servizi sanitari.

Sulla base dei dati attualmente disponibili, il virus della rabbia non è mai stato isolato da alcun pipistrello esaminato in Italia, dove è attivo da molti anni un programma di sorveglianza sui Lyssavirus, svolto dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali con il contributo di ricercatori e operatori specializzati.

Il caso citato sui social riguarda un episodio isolato in Nord America, senza peraltro alcuna bat box coinvolta.

Alimentare paure prive di adeguato supporto scientifico non tutela i cittadini, ma rischia di compromettere la conservazione di uno dei gruppi di mammiferi più importanti per il funzionamento degli ecosistemi.

Pipistrelli, salute pubblica e comunicazione scientifica: alcune precisazioni

Associazione Teriologica Italiana ETS
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